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Ascensori, montacarichi e servoscala SONO OPERE IN EDILIZIA LIBERA

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Ascensori, montacarichi e servoscala SONO OPERE IN EDILIZIA LIBERA

Per l’eliminazione delle barriere architettoniche non servono autorizzazioni, tranne che per gli ascensori esterni

16/04/2018 – Gli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche come la realizzazione di ascensori interni, montacarichi, servoscala e rampe rientrano tra i lavori di edilizia libera.
A chiarirlo il Glossario unico per le opere di edilizia libera (DM 2 marzo 2018) che elenca tali interventi tra le opere di edilizia libera, in attuazione dalla disciplina sulla Scia (D.lgs. 222/2016).

Eliminazione delle barriere architettoniche: gli interventi liberi

Secondo il DM 2 marzo 2018, non richiedono alcuna autorizzazione gli interventi volti all’installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e messa a norma di montacarichi, servoscala e assimilabili, rampe e ascensori interni.
Per gli ascensori interni, però, il Glossario specifica che gli interventi (anche di messa a norma), per essere considerati liberi, non devono incidere sulla struttura portante.
Rientrano tra gli interventi realizzabili senza titoli abilitativi anche l’installazione, riparazione, sostituzione e rinnovamento di dispositivi sensoriali, apparecchi sanitari, impianti igienici e idro-sanitari (legati alle necessità dei soggetti disabili).

Ascensore esterno: come fare per installarlo

In attesa dell’uscita del Glossario unico delle opere realizzabili con la CILA, si può già anticipare, sulla base di ciò che si evince dal D.lgs. 222/2016, che gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che comportino la realizzazione di ascensori esterni o di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio richiedono la CILA.
Tali interventi, infatti, sono ‘più pesanti’ rispetto a quelli realizzabili in edilizia libera.

Ascensori e rampe: quando serve l’autorizzazione paesaggistica

Quasi tutti gli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche che rientrano nell’edilizia libera sono esenti da autorizzazione paesaggistica; per la rampa però il discorso si complica.
Il l DPR 31/2017, infatti, sottolinea che è esente da autorizzazione paesaggistica la realizzazione di rampe esterne per il superamento di dislivelli non superiori a 60 cm; quando la realizzazione di rampe comporta il superamento di dislivelli superiori a 60 cm è necessaria l’autorizzazione paesaggistica semplificata.
Per quanto riguarda gli ascensori esterni non richiede alcuna autorizzazione paesaggistica la loro realizzazione negli spazi pertinenziali interni non visibili dallo spazio pubblico mentre è necessaria l’autorizzazione paesaggistica semplificata quando la realizzazione di ascensori esterni risulta visibile dallo spazio pubblico.

Ascensori e montacarichi: ok al bonus ristrutturazione

I lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, come la realizzazione di ascensori e montacarichi (pur rientrando nelle opere di edilizia libera) accedono alla detrazione Irpef del 50% prevista dal Bonus ristrutturazione.
Anche la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, siano idonei a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi rientrano nell’agevolazione.
La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna.

SCARICA LA GUIDA DI EDILPORTALE AL BONUS RISTRUTTURAZIONI 

 Ascensori: bisogna rispettare sempre le distanze minime?

La Legge 13/1989 prescrive che le opere per l’abbattimento delle barriere architettoniche possono essere realizzate in deroga alle norme sulle distanze previste dai regolamenti edilizi, anche per i cortili e le chiostrine interni ai fabbricati o comuni o di uso comune a più fabbricati.
A confermarlo il Tar Lazio che, con la sentenza 726/2014, ha stabilito che le opere per il superamento delle barriere architettoniche possono essere effettuate in deroga alle norme sulle distanze minime dei regolamenti edilizi.
Fanno eccezione gli articoli 873 e 907 del Codice Civile che prescrivono una distanza minima di tre metri che può essere incrementata dalle disposizioni locali.

Barriere architettoniche in condominio

Installare un ascensore in condominio è un intervento che risponde a diverse esigenze: serve al disabile per conquistare una certa autonomia di movimento e può costituire un ammodernamento richiesto da tutti i condòmini.
La Legge 13/1989 prescrive che nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, le deliberazioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche i portatori di handicap possono installare, a proprie spese, servoscala nonché strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l’ampiezza delle porte d’accesso, al fine di rendere più agevole l’accesso gli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garages.
I problemi sorgono quando i condòmini non sono d’accordo sul da farsi e ricorrono in giudizio perché temono che sia compromesso il loro diritto ad usufruire degli spazi comuni.
Cosa accade se l’assemblea delibera la realizzazione di un ascensore e alcuni condòmini si oppongono sostenendo che non è compatibile con il servoscala di cui invece hanno bisogno? In questo caso il Tribunale di Roma (con la sentenza 1797/2016) ha disposto la rimozione del servoscala già installato e la sua sostituzione con un modello compatibile con l’ascensore deliberatodall’assemblea.
Infine, più volte i giudici si sono pronunciati (Cassazione con la sentenza 16846/2015) a favore dell’ascensore condominiale anche quando la sua installazione riduce la larghezza della scala condominiale.

 

Riporto integralmente  l’articolo di edilportale del 16.04.2018 di Alessandra Marra se volete approfondire clicca nel link qui sotto:
http://www.edilportale.com/news/2017/03/normativa/acquisto-di-case-in-classe-a-o-b-il-bonus-vale-anche-sulle-pertinenze_56943_15.html

Ristrutturare casa, le detrazioni fiscali del 2018

Posted by on 09:56 in news | 0 comments

Ristrutturare casa, le detrazioni fiscali del 2018

Da quest’anno per ottenere le agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie sarà necessario inviare una comunicazione all’Enea.

Lo scopo della raccolta di queste informazioni è monitorare e valutare il risparmio energetico ottenuto con la realizzazione dei lavori, sulla stessa falsariga di quanto accade con gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

A fare il punto della situazione sulle detrazioni del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia è l’Agenzia delle Entrate, che ha aggiornato la guida per usufruire dei bonus.

Detrazione 50% sulle ristrutturazioni

È possibile detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2018, con un limite massimo di 96mila euro, per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici condominiali. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

SCARICA LA GUIDA DI EDILPORTALE AL BONUS RISTRUTTURAZIONI 

Quando gli interventi di ristrutturazione sono realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta del 50%.

I pagamenti devono avvenire con bonifico bancario o postale da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o il numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. Al momento del pagamento del bonifico, banche e Poste Italiane Spa devono operare una ritenuta dell’8% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori.

Con la circolare n. 40 del 28 luglio 2010 l’Agenzia delle Entrate ha fornito le istruzioni operative in merito all’applicazione di questo adempimento.

Tra i beneficiari ci sono anche gli Istituti autonomi case popolari (Iacp) e i soggetti con finalità analoghe, tra cui le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, purché gli interventi di ristrutturazione siano realizzati su immobili adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

Detrazioni fiscali 2018: i lavori agevolati

È detraibile il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.

Nei condomìni è detraibile il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su tutte le parti comuni.

SCARICA L’INFOGRAFICA DI EDILPORTALE CON I PRODOTTI BENEFICIARI DEI BONUS

Usufruiscono inoltre della detrazione i lavori sugli immobili danneggiati dalle calamità naturali, l’acquisto e la costruzione di box auto pertinenziali, l’eliminazione delle barriere architettoniche, gli interventi per la prevenzione degli illeciti, la cablatura degli edifici e  il contenimento dell’inquinamento acustico, l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici, l’adozione di misure antisismiche, la bonifica dall’amianto, gli interventi anti-infortunio e l’acquisto di immobili ristrutturati.

Oltre alle spese per i lavori, sono incentivate anche quelle per la progettazione, l’acquisto dei materiali, la gestione delle pratiche, le perizie e gli oneri di urbanizzazione.

Ristrutturare casa: Iva agevolata

Sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sulle unità immobiliari abitative, è prevista l’Iva ridotta al 10%. Sui beni, invece, l’aliquota agevolata si applica solo se ceduti nell’ambito del contratto di appalto. Quando l’appaltatore fornisce beni “di valore significativo”, l’aliquota del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi.

La legge di bilancio 2018 fornisce un’interpretazione della norma che prevede l’aliquota Iva agevolata al 10% per i beni significativi, spiegando come individuare correttamente il loro valore quando con l’intervento vengono forniti anche componenti e parti staccate degli stessi beni (ad esempio tapparelle e materiali di consumo utilizzati in fase di montaggio di un infisso). La guida precisa che la determinazione del valore va effettuata sulla base dell’autonomia funzionale delle parti staccate rispetto al manufatto principale.
La questione è stata affrontata anche da un Dossier del Servizio Studi del Senato.

Guarda il video dell’Agenzia delle Entrate che illustra le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie:

 

Riporto integralmente  l’articolo di edilportale del 19.03.2017 di Paola Mammarella se volete approfondire clicca nel link qui sotto:
http://www.edilportale.com/news/2017/03/normativa/acquisto-di-case-in-classe-a-o-b-il-bonus-vale-anche-sulle-pertinenze_56943_15.html

 

Acquisto di case in classe A o B, il bonus vale anche sulle pertinenze

Posted by on 09:32 in Blog | 0 comments

Acquisto di case in classe A o B, il bonus vale anche sulle pertinenze

Ance: si potrà detrarre il 50% dell’Iva pagata non solo per comprare l’abitazione, ma anche il garage o la cantina

Il bonus per l’acquisto di case ad alta efficienza energetica non si applica solo alle abitazioni, ma anche alle pertinenze. Lo ha spiegato l’associazione nazionale costruttori edili (Ance) con una guida fiscale dedicata all’argomento.

L’Ance ha anche precisato che il bonus si applica in modo retroattivo per includere tutte le compravendite concluse nel 2017, anche quelle effettuate all’inizio dell’anno, quando la legge non era stata ancora approvata.

Acquisto di case in classe energetica A e B
Partiamo dall’inizio. In base alla Legge “Milleproroghe” (Legge 19/2017), l’acquisto di case, nuove o ristrutturate, in classe energetica A o B, direttamente dalle imprese di costruzione, per tutto il 2017 continuerà ad essere incentivato con una detrazione Irpef pari al 50% dell’Iva pagata.

Acquisto di eco-case, bonus valido per le pertinenze
in caso di acquisto congiunto dell’abitazione ad alta efficienza energetica e delle sue pertinenze (ad esempio cantina o garage), la detrazione del 50% dell’Iva va calcolata sull’intero acquisto, quindi non solo sul prezzo pagato per l’abitazione, ma su quello complessivo, comprendente sia l’unità abitativa sia la pertinenza.

L’acquisto della pertinenza deve però avvenire contestualmente a quello dell’abitazione in classe energetica A o B. Il vincolo pertinenziale deve inoltre emergere chiaramente dal rogito.

Acquisto di case ad alta efficienza energetica, bonus retroattivo
La Legge “Milleproroghe” è entrata in vigore il 1° marzo 2017. L’Ance ha però spiegato che il bonus per l’acquisto di case ad alta efficienza energetica si applica in modo retroattivo, quindi anche alle compravendite avvenute a gennaio e febbraio.

Questo perché il Milleproroghe ha esteso la durata di un incentivo già esistente, che era però scaduto il 31 dicembre 2016. Senza un’applicazione retroattiva si sarebbe quindi creato un buco normativo di due mesi.

Riporto l’articolo di edilportale del 13.03.2017 di Paola Mammarella se volete approfondire clicca nel link qui sotto:
http://www.edilportale.com/news/2017/03/normativa/acquisto-di-case-in-classe-a-o-b-il-bonus-vale-anche-sulle-pertinenze_56943_15.html

Incentivi alla demolizione degli edifici residenziali inefficienti e insicuri

Posted by on 09:54 in news | 0 comments

Incentivi alla demolizione degli edifici residenziali inefficienti e insicuri

È una delle novità di maggiore rilievo approvate alla Camera durante l’esame del disegno di legge sul consumo di suolo, che riprende il suo iter riguardante gli incentivi alla demolizione degli edifici residenziali inefficienti e insicuri e allo loro ricostruzione in classe A.

Si è cercato anche di superare il disaccordo dei Comuni, che avevano lamentato procedure complesse e l’inadeguatezza del periodo transitorio, prevedendo deroghe al divieto di consumo di suolo per i progetti di pubblica utilità e gli interventi per i quali la domanda di autorizzazione è stata presentata prima dell’entrata in vigore della legge.

Incentivi per messa in sicurezza ed efficienza energetica
In base all’emendamento approvato dalla Camera, allo scopo di favorire la sicurezza e l’efficienza energetica del patrimonio edilizio esistente, per gli edifici residenziali in classe energetica E, F o G, o inadeguati dal punto di vista sismico o del rischio idrogeologico, è consentita la demolizione e
ricostruzione, all’interno della medesima proprietà, di un edificio di pari volumetria e superficie utile, che preveda prestazione energetica di classe A o superiore e un’occupazione e un’impermeabilizzazione del suolo pari o minore rispetto a quelle antecedenti la demolizione.

Questi interventi non verranno considerati nuove costruzioni e saranno quindi esonerati dal pagamento del contributo di costruzione, fatta salva la volumetria eccedente eventualmente ammessa dalle norme urbanistiche esistenti.

Sono esclusi da questa possibilità i centri storici e gli immobili vincolati, salvo espressa autorizzazione della competente sovrintendenza.

Deroghe al divieto di consumo di suolo
Un altro emendamento approvato durante la discussione incide sul periodo transitorio di passaggio dalle vecchie alle nuove regole.

Il consumo di suolo sarà consentito solo per i lavori e le opere di pubblica utilità inseriti negli strumenti di programmazione vigenti alla data di entrata in vigore della legge. Nel caso in cui gli strumenti di programmazione non siano entrati in vigore prima della legge, si valuteranno prima localizzazioni alternative per i progetti, in grado di non consumare suolo.

Saranno inoltre fatti salvi i procedimenti in corso, gli interventi e i programmi di trasformazione derivanti dalle obbligazioni di convenzione urbanistica derivanti dalla Legge Urbanistica (L. 1150/1942) previsti nei piani attuativi, per cui i soggetti interessati abbiano presentato domanda di approvazione prima dell’entrata in vigore della legge sul consumo di suolo.

In salvo anche le varianti il cui procedimento sia stato attivato prima dell’entrata in vigore della legge e che non comportino modifiche alle dimensioni dei piani attuativi.

 

Riporto l’articolo postato in data 06/05/2016 – sul sito www.edilportale.com

Confartigianato: “rendere permanenti i bonus per l’edilizia”

Posted by on 10:08 in news | 0 comments

Confartigianato:  “rendere permanenti i bonus per l’edilizia”

L’analisi della Confederazione ha registrato 2 milioni di case esistenti in cattivo stato

Circa 2 milioni di edifici residenziali italiani, pari al 16,8% del totale, è in mediocre o pessimo stato di conservazione. In questo panorama la stabilizzazione dei bonus per l’edilizia potrebbe contribuire a migliorare le condizioni del patrimonio edilizio esistente.
A riferirlo Confartigianato che, in un’analisi condotta sullo stato di conservazione degli edifici esistenti italiani, ha registrato numerosi dati negativi, soprattutto nel Mezzogiorno e negli edifici costruiti prima del 1981.

Edifici residenziali: la situazione italiana

Secondo i dati di Confartigianato in Italia si contano 12.187.698 edifici residenziali (l’84,3% degli edifici totali) con 31.208.161 abitazioni che comprendono case unifamiliari, ville, villette, case a schiera, palazzine in complessi residenziali e condomini o palazzine con negozi o sedi di attività economiche in genere a piano strada. I tre quarti (74,1%) degli edifici residenziali italiani sono stati costruiti prima del 1981 ed hanno quindi 35 anni ed oltre di vita, mentre le realizzazioni più recenti sono il rimanente 25,9%.

L’analisi di Confartigianato ha registrato cattive condizioni di conservazione in 2.051.808 edifici residenziali, 16,8% del totale; la percentuale sale al 21,1% per gli edifici costruiti prima del 1981, mentre la quota si riduce al 4,7% per gli edifici nati tra il 1981 e il 2011.

Il record negativo si registra in Sicilia con il 26,8% del totale degli edifici residenziali in mediocre – pessimo stato di conservazione. Seguono la Calabria, con una quota del 26,2%, e la Basilicata con il 22,3%.

La situazione va meglio in Umbria e in Trentino Aldo Adige, regioni in cui la quota di case in cattive condizioni è la più bassa d’Italia e si limita al 10,7% del totale, e in Toscana, dove la quota sale all’11,5%.

A livello provinciale il primato negativo va a Vibo Valentia dove è più diffuso il cattivo stato delle case (31,4% del totale), seguita da Reggio Calabria (31,3%) e Catanzaro (25,8%). Al capo opposto della classifica le provincie più ‘virtuose’ sono Prato (8,2%), Bolzano (8,5) e Siena (8,5%).

Edifici in cattivo stato: l’opportunità dei bonus per l’edilizia

Secondo Confartigianato le cattive condizioni delle case, oltre a mettere a rischio la sicurezza dei cittadini, “contribuiscono a gonfiare la bolletta energetica delle case, infatti, il comparto residenziale determina il 28,8% dei consumi finali di energia. Più di quanto assorbono i trasporti su strada (27,7%) e l’industria (22,7%)”.

Considerando la situazione del patrimonio esistente Confartigianato auspica che i bonus fiscali per ristrutturazioni e risparmio energetico, previsti dalla Legge di Stabilità 2016, possano dare la spinta giusta per migliorare la condizione delle abitazioni esistenti in cattivo stato.

Per ottenere però questo risultato è necessario, secondo la Confederazione Nazionale degli Artigiani, rendere stabili e permanenti i bonus per l’edilizia.

Il Presidente di Confartigianato Edilizia, Arnaldo Redaelli, ha infatti dichiarato: “E’ indispensabile rendere stabili e permanenti, nella misura indicata nella Legge di Stabilità 2016, gli incentivi fiscali che consentono di raggiungere più obiettivi: riqualificazione del patrimonio immobiliare, risparmio ed efficientamento energetico e difesa dell’ambiente, rilancio delle imprese delle costruzioni, emersione di attività irregolari”.

Secondo Confartigianato, la regolarizzazione dei bonus gioverebbe anche alla filiera delle costruzioni e all’indotto manifatturiero che conta complessivamente 680.354 imprese e 1.664.426 addetti. In maggioranza si tratta di piccole aziende: 594.828 micro e piccole imprese fino a 20 addetti dell’edilizia, installazione di impianti e fabbricazione dei mobili, che danno lavoro complessivamente a 1.343.467 addetti.

Riporto l’articolo di edilportale del 19.01.2016 se volete approfondire clicca nel link qui sotto:

http://www.edilportale.com/news/2016/01/mercati/confartigianato-rendere-permanenti-i-bonus-per-l-edilizia_49785_13.html

ULTIMA PUBBLICAZIONE web…

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ULTIMA PUBBLICAZIONE web…

Balcone piccolo? 5 idee da urlo

Oggi abbiamo collezionato 5 immagini che possono essere di grande aiuto a chi sta decidendo di dare al proprio piccolo balcone, un volto nuovo ed elegante. Certo, perché avere un balcone piccolo, non significa rinunciare allo stile, anzi! Bisogna semplicemente capire come mettere in ordine le cose e quali elementi scegliere affinché il piccolo spazio non appaia come un magazzino disordinato. Insomma, oggi vi diamo cinque idee tutte da copiare per fare del vostro balconcino una piccola oasi di tranquillità… state a guardare!

Volete che il vostro balconcino sia perfetto giorno e notte? Allora non dimenticatevi della luce! Quelle che vi mostriamo noi sono lampade da esterno in laprene in bianco, perfette sia per grandi che per piccoli spazi.

Le cassette della frutta sono sempre un ottimo alleato quando si tratta di arredo low cost. Questi elementi, facilmente reperibili nei supermercati o dall’ortofrutta vicino a casa, potranno essere scartavetrati e riverniciati con una pittura resistente all’acqua che ne permetterà l’utilizzo anche in esterno. Quello che vedete nella foto è un tavolino da giardino realizzato con legno recuperato da pallet da Atelier Isy.

L’idea è quella di dare un tocco romantico al balcone? Avete mai pensato alle lanterne? Ne potete trovare di tutte le misure e realizzate nei modi più svariati. Il balcone di questo attico presenta anche una copertura realizzata con erba sintetica, perfetta se volete avere la sensazione di stare al parco, anche quando siete in casa vostra.

Desiderate un balcone dove potervi rilassare, ma mettere due sedie normai risulterebbe ingombrare troppo spazio? Nessun problema: Mollura Home e Design vi presenta questo set da esterno e noi vi consigliamo queste splendide poltroncine che si potranno comodamente appendere al soffitto.

l balcone è la gioia per chi ama piante e fiori e quale miglior modo di decorare il proprio piccolo spazio, se non riempiendolo di profumatissimi e coloratissimi fiori? Il vaso della fotografia è una proposta Tera-Italy e siamo sicuri potrà essere un ottimo elemento nel vostro terrazzino!

Riporto l’articolo postato in data 12/03/2015 di Costanza Antoniella sul sito www.Homify.com

https://www.homify.it/librodelleidee/34155/balcone-piccolo-5-idee-da-urlo

Agenzia Entrate: da giugno 2015 il Catasto sarà interamente digitale

Posted by on 11:33 in news | 0 comments

Agenzia Entrate: da giugno 2015 il Catasto sarà interamente digitale

Agenzia Entrate: da giugno 2015 il Catasto sarà interamente digitale

Dal 1° giugno i professionisti abilitati dovranno trasmettere gli atti di aggiornamento attraverso il Modello Unico Informatico Catastale

Dal primo giugno 2015 le pratiche di aggiornamento catastale diventeranno interamente digitali. Lo prevede il provvedimento 35112/2015 pubblicato ieri e annunciato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, intervenuta al convegno “Catasto digitale: semplice, veloce, trasparente”, organizzato dalla Direzione regionale del Lazio dell’Agenzia delle Entrate, dall’Ordine degli Architetti, dall’Ordine degli Ingegneri e dal Collegio dei Geometri della Provincia di Roma.

Il provvedimento stabilisce che dal primo giugno 2015 i professionisti abilitati alla predisposizione e alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale utilizzino solo il Modello Unico Informatico Catastale (MUIC).

Con il MUIC potranno essere presentati i seguenti atti di aggiornamento:
– le dichiarazioni per l’accertamento delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione;
– le dichiarazioni di variazione dello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari già censite;
– le dichiarazioni di beni immobili non produttivi di reddito urbano, ivi compresi i beni comuni, e relative variazioni;
– i tipi mappali;
– i tipi di frazionamento;
– i tipi mappali aventi anche funzione di tipi di frazionamento;
– i tipi particellari.

Al momento, invece, i documenti per i nuovi accatastamenti e le variazioni catastali, compilati con il software Docfa, possono essere presentati a mano alle sezioni competenti dell’Agenzia delle Entrate o essere inviati online attraverso la piattaforma telematica “Sister”.

Il livello di digitalizzazione delle pratiche Docfa e Pregeo, ha riferito il direttore Orlandi, ha raggiunto il 75% su base nazionale, ma si contano ampie disparità tra le regioni. Per fare un esempio, il direttore Orlandi ha citato il caso di Roma, dove nel 2012 il numero di pratiche digitalizzate era al 31%, oggi è il 56% e dovrà diventare il 100% entro giugno.

Colmare questo gap in tre mesi richiederà un impegno serio perché verranno coinvolti 62 milioni di immobili.

Per migliorare l’efficienza del sistema digitale sono stati avviati dei tavoli di lavoro con l’obiettivo di abbassare i margini di errore nelle pratiche. Tra i risultati del confronto è emersa la necessità di adeguare la formazione di ingegneri, architetti e geometri, ma anche di ridurre al minimo gli errori dovuti ad eventuali malfunzionamenti del sistema.

Con questo obiettivo saranno avviati a breve tre percorsi formativi, che daranno diritto al rilascio di crediti formativi professionali. Il primo a partire sarà un corso di base, che sarà disponibile dalla fine di marzo e avrà come target di riferimento i neolaureati, i neodiplomati e tutti coloro che necessitano apprendere le nozioni base sul Catasto Terreni e Fabbricati, sulle procedure di aggiornamento del Catasto (Docfa e Pregeo), su Visure e le Volture sul funzionamento del sistema Sister.

Il secondo corso di livello intermedio sarà destinato a professionisti che già conoscono le nozioni base di Catasto Terreni e Fabbricati e necessitano aumentare la conoscenza sull’utilizzo corretto della procedura di aggiornamento Docfa. Le lezioni saranno online entro l’estate 2015 e illustreranno come redigere un Docfa, dando supporto al professionista nella dichiarazione di nuove costruzioni e nelle variazioni per le casistiche più ricorrenti.

Il terzo corso, di livello avanzato, verrà messo online all’inizio del 2016 e sarà destinato a professionisti esperti che hanno necessità di approfondire tematiche specifiche di presentazione del Docfa, come immobili inseriti in categorie speciali, unità collabenti, immobili in via di completamento, fabbricati rurali.

Novità in cantiere anche per le pratiche di successione, di solito complicate, che ogni anno riguardano più di un milione di cittadini. Come annunciato dal direttore Orlandi, è allo studio un provvedimento che consentirà di effettuare, con un unico atto online, sia la successione che la voltura degli immobili.

Se, da una parte, l’entrata a regime di queste novità dipenderà solo dall’organizzazione dell’Agenzia delle Entrate e dal grado di collaborazione con gli ordini professionali, durante il convegno è stato fatto il punto della situazione anche sull’aspetto politico della Riforma del Catasto, che sta registrando qualche ritardo.

Dopo l’approvazione della Delega fiscale, i decreti attuativi per il classamento degli immobili sulla base dei metri quadri stanno infatti procedendo a rilento. Il viceministro all’Economia, Luigi Casero, ha però assicurato che i testi saranno presentati al più presto. Affermazione accolta con fiducia dal direttore Orlandi, che si è detta sicura che i decreti arriveranno in tempi utili, forse tutti insieme, ma in modo da avere un quadro organico della materia.

Positivi i riscontri degli addetti ai lavori registrati a margine del convegno. “Il lavoro comune fra architetti, ingegneri, geometri e rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate che abbiamo svolto nel Lazio – ha precisato Fabrizio Pistolesi, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia – ha portato a definire le prassi più efficaci per rendere il catasto e le sue procedure più efficienti e ci consente oggi di mirare meglio la formazione specifica dei professionisti con notevoli vantaggi sul piano dei tempi e della riduzione degli errori”.

“Giornate come questa – ha affermato Carla Cappiello Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma – sono importanti momenti di formazione e di scambio di informazioni tra professionisti di ogni ambito che possono dare il supporto all’informatizzazione delle procedure tramite la propria e quotidiana esperienza lavorativa”.

Riporto l’articolo postato in data 12/03/2015 di Paola Mammarella sul sito www.edilportale.com

Edilizia, tutte le modifiche dello Sblocca Italia al Testo Unico

Posted by on 18:15 in news | 0 comments

Edilizia, tutte le modifiche dello Sblocca Italia al Testo Unico

Novità per Regolamento edilizio unico, lavori in casa, permesso di costruire, riqualificazione urbana, deduzione Irpef del 20%, rent to buy

Il decreto Sblocca Italia (DL 133/2014 convertito nella Legge 164/2014) ha introdotto significative modifiche al Testo Unico dell’Edilizia. Scarica il testo aggiornato

Di seguito le principali novità introdotte in edilizia.

Lavori in casa: per i lavori di manutenzione straordinaria che consistono nel frazionamento o accorpamento di unità immobiliari e che non modifichino la volumetria complessiva degli edifici, non riguardino parti strutturali e mantengano l’originaria destinazione d’uso, sarà consentita la realizzazione con Comunicazione di inizio lavori (Cil), anziché con Segnalazione certificata di inizio attività (Scia).

Il professionista dovrà attestare che le modifiche siano compatibili con la normativa antisismica e con quella sul rendimento energetico e, insieme alla Cil, dovrà consegnare gli elaborati progettuali; la Cil sarà valida anche ai fini dell’aggiornamento catastale.

Per gli interventi di manutenzione straordinaria non si pagherà il costo di costruzione – neanche nei casi di modifica della superficie delle singole unità immobiliari, che prima erano soggetti a permesso di costruire – né saranno dovuti gli oneri di urbanizzazione, salvo il caso in cui gli interventi aumentino il carico urbanistico o la superficie calpestabile.

Permesso di costruire in deroga: il permesso di costruire potrà andare in deroga anche alle destinazioni d’uso qualora venga accertato dal Consiglio comunale l’interesse pubblico dell’intervento. Il mutamento di destinazione d’uso non deve però comportare aumento della superficie coperta.

Termini del permesso di costruire: ci sarà la possibilità di prorogare i termini di inizio e di fine lavori previsti dal permesso di costruire in caso di lavori che si rivelino particolarmente complessi. Sono ridotti da 120 a 60 giorni i tempi dell’istruttoria del permesso di costruire nei Comuni oltre i 100mila abitanti; i termini raddoppiati restano invece nel caso di progetti particolarmente complessi.

Riqualificazione urbana: i Comuni e le Regioni potranno ridurre gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, i costi di costruzione e il contributo di costruzione, per incentivare gli interventi di ristrutturazione edilizia anziché di nuova costruzione, nell’ottica del contenimento del consumo di suolo.

Regolamento Edilizio Unico: in tal modo si sostituiranno gli oltre 8 mila regolamenti comunali oggi vigenti. Il regolamento-tipo sarà adottato da Governo, Regioni ed autonomie locali in Conferenza Unificata. Il Regolamento Edilizio Unico sarà pronto entro novembre 2015.

Deduzione Irpef del 20%, fino ad un massimo di 300mila euro, delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, per acquistare case nuove in classe energetica A o B, o ristrutturare case esistenti, e affittarle a canone concordato per almeno 8 anni.

Rent to buy: viene riordinata la normativa relativa al rent to buy, il contratto di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili.

Affidamenti diretti: tempi più rapidi e affidamenti diretti, in deroga al Codice appalti, per i lavori, sotto la soglia comunitaria di 5,2 milioni di euro, di messa in sicurezza delle scuole, mitigazione dei rischi idraulici e geomorfologici, adeguamento sismico e tutela ambientale e del patrimonio culturale.

Mitigazione del rischio idrogeologico: Possibilità per le Regioni di avvalersi non solo di società in house, ma di tutti i soggetti pubblici e privati, per la progettazione e l’esecuzione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico previsti dagli accordi di programma stipulati con le Regioni.

Grandi opere: 3 miliardi e 890 milioni di euro al Fondo Sblocca Cantieri per il periodo 2013-2020, per consentire la continuità dei cantieri in corso o il perfezionamento degli atti contrattuali finalizzati all’avvio dei lavori nel 2014.

Legge di Stabilità, prorogati per il 2015 i bonus del 65% e del 50%

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Legge di Stabilità, prorogati per il 2015 i bonus del 65% e del 50%

Approvata la manovra finanziaria da 36 miliardi di euro: meno tasse per 18 miliardi di euro, più risorse per ricerca e innovazione.

Sono confermati per il 2015 l’ecobonus del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e la detrazione del 50% per le ristrutturazioni, i mobili e gli elettrodomestici. Per un altro anno dunque, le aliquote resteranno invariate e non scenderanno, come invece previsto dalla normativa oggi vigente (articoli 14 e 16 del DL 63/2013 e Legge di Stabilità 2014).

Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri riunitosi ieri sera a Palazzo Chigi, per approvare la Legge di Stabilità 2015. “Una manovra finanziaria che vale complessivamente 36 miliardi di euro, 18 miliardi di minori tasse” – ha spiegato il premier Matteo Renzi.

Per la detrazione del 65%, la nuova scadenza è quindi il 31 dicembre 2015 e vale sia per gli interventi sulle singole abitazioni (che sarebbero stati agevolati fino al 31 dicembre 2014) che per quelli sulle parti comuni dei condomìni (che sarebbero stati agevolati fino al 30 giugno 2015).

La nuova data 31 dicembre 2015 è quella entro la quale l’ecobonus avrà l’aliquota del 65%. Resta valida, infatti, la riduzione al 36% del bonus dal 1° gennaio 2016 (dal 1° luglio 2016 per i condomìni), come previsto dalla Legge di stabiità 2014.

La detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici varrà fino al 31 dicembre 2015. La bozza di legge di stabilità 2015 aggiunge un comma relativo al bonus mobili, che chiarisce che le spese per l’acquisto degli arredi sono computate, ai fini della fruizione del bonus, indipendentemente dall’importo dei lavori di ristrutturazione alla quale è legata la detrazione per i mobili.

Sono state accolte dunque le richieste arrivate negli ultimi mesi dagli operatori del settore, che in più occasioni hanno chiesto di mantenere anche nel 2015 le attuali aliquote di detrazione del 65% e del 50%, per dare continuità ad una agevolazione che ha dato buoni risultati, in termini di investimenti, risparmio energetico e occupazione.

“La decisione del Governo garantirà alle imprese italiane del settore un sostegno fondamentale per continuare a investire sul nostro territorio, vero elemento distintivo che ha portato il made in Italy ai livelli qualitativi che il mondo ci invidia”, ha dichiarato Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo sulla proroga del bonus mobili. “Sono certo che l’attenzione dimostrata dall’Esecutivo verrà confermata dalle Camere nei prossimi passaggi parlamentari”.

I più recenti dati dell’Enea hanno mostrato che le pratiche inviate nel 2013 per usufruire delle detrazioni fiscali del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici sono state più di 355.000, con un aumento di circa il 35% rispetto al 2012.

Gli indicatori del risparmio energetico hanno registrato un incremento del 25% circa rispetto all’anno precedente, mentre gli investimenti hanno evidenziato un aumento di circa il 20%, raggiungendo quasi i 3,5 miliardi di euro.

Ragionando invece sul complesso delle detrazioni, 65% e 50%, il Cresme e il Servizio Studi della Camera hanno calcolato che nel 2013 i privati hanno investito 28 miliardi di euro, di cui 4,8 miliardi di Iva, mentre i nuovi posti di lavoro creati sono stati 226 mila. E per il 2014 hanno stimato una crescita del 54% rispetto al primo bimestre 2013.

Le altre misure della Legge di Stabilità 2015
“Gli 80 euro diventano una misura definitiva, chi farà assunzioni a tempo indeterminato risparmierà su Irap e contributi, investiamo in scuola, lavoro e giustizia, ci saranno più risorse per ricerca e innovazione”.

Gli altri punti sono: riduzione del 70% del patto di stabilità per i Comuni; stop alle spese non coperte; 15 miliardi di euro recuperati grazie alla spending review; recupero e contrasto dell’evasione per 3,8 miliardi e 1 miliardo dalle slot machines; libertà per i lavoratori dipendenti di avere il TFR in busta paga con zero costi per le imprese.

Riporto l’articolo postato in data 16/10/2014 di Rossella Calabrese sul sito www.edilportale.com

 

APPROFONDIMENTI

http://www.edilportale.com/news/ecobonus_65_riqualificazione_energetica

http://www.edilportale.com/news/detrazione_50_ristrutturazioni_e_bonus_mobili

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