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Ascensori, montacarichi e servoscala SONO OPERE IN EDILIZIA LIBERA

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Ascensori, montacarichi e servoscala SONO OPERE IN EDILIZIA LIBERA

Per l’eliminazione delle barriere architettoniche non servono autorizzazioni, tranne che per gli ascensori esterni 16/04/2018 – Gli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche come la realizzazione di ascensori interni, montacarichi, servoscala e rampe rientrano tra i lavori di edilizia libera. A chiarirlo il Glossario unico per le opere di edilizia libera (DM 2 marzo 2018) che elenca tali interventi tra le opere di edilizia libera, in attuazione dalla disciplina sulla Scia (D.lgs. 222/2016). Eliminazione delle barriere architettoniche: gli interventi liberi Secondo il DM 2 marzo 2018, non richiedono alcuna autorizzazione gli interventi volti all’installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e messa a norma di montacarichi, servoscala e assimilabili, rampe e ascensori interni. Per gli ascensori interni, però, il Glossario specifica che gli interventi (anche di messa a norma), per essere considerati liberi, non devono incidere sulla struttura portante. Rientrano tra gli interventi realizzabili senza titoli abilitativi anche l’installazione, riparazione, sostituzione e rinnovamento di dispositivi sensoriali, apparecchi sanitari, impianti igienici e idro-sanitari (legati alle necessità dei soggetti disabili). Ascensore esterno: come fare per installarlo In attesa dell’uscita del Glossario unico delle opere realizzabili con la CILA, si può già anticipare, sulla base di ciò che si evince dal D.lgs. 222/2016, che gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che comportino la realizzazione di ascensori esterni o di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio richiedono la CILA. Tali interventi, infatti, sono ‘più pesanti’ rispetto a quelli realizzabili in edilizia libera. Ascensori e rampe: quando serve l’autorizzazione paesaggistica Quasi tutti gli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche che rientrano nell’edilizia libera sono esenti da autorizzazione paesaggistica; per la rampa però il discorso si complica. Il l DPR 31/2017, infatti, sottolinea che è esente da autorizzazione paesaggistica la realizzazione di rampe esterne per il superamento di dislivelli non superiori a 60 cm; quando la realizzazione di rampe comporta il superamento di dislivelli superiori a 60 cm è necessaria l’autorizzazione paesaggistica semplificata. Per quanto riguarda gli ascensori esterni non richiede alcuna autorizzazione paesaggistica la loro realizzazione negli spazi pertinenziali interni non visibili dallo spazio pubblico mentre è necessaria l’autorizzazione paesaggistica semplificata quando la realizzazione di ascensori esterni risulta visibile dallo spazio pubblico. Ascensori e montacarichi: ok al bonus ristrutturazione I lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, come la realizzazione di ascensori e montacarichi (pur rientrando nelle opere di edilizia libera) accedono alla detrazione Irpef del 50% prevista dal Bonus ristrutturazione. Anche la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, siano idonei a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi rientrano nell’agevolazione. La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna. SCARICA LA GUIDA DI EDILPORTALE AL BONUS RISTRUTTURAZIONI   Ascensori: bisogna rispettare sempre le distanze minime? La Legge 13/1989 prescrive che le opere per l’abbattimento delle barriere architettoniche possono essere realizzate in deroga alle norme sulle distanze previste dai regolamenti edilizi, anche per i cortili e le chiostrine interni ai fabbricati o comuni o di uso comune a più fabbricati. A confermarlo il Tar Lazio che, con la sentenza 726/2014, ha stabilito che le opere per il superamento delle barriere architettoniche possono essere effettuate in deroga alle norme...

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Acquisto di case in classe A o B, il bonus vale anche sulle pertinenze

Posted by on 09:32 in Blog | 0 comments

Acquisto di case in classe A o B, il bonus vale anche sulle pertinenze

Ance: si potrà detrarre il 50% dell’Iva pagata non solo per comprare l’abitazione, ma anche il garage o la cantina Il bonus per l’acquisto di case ad alta efficienza energetica non si applica solo alle abitazioni, ma anche alle pertinenze. Lo ha spiegato l’associazione nazionale costruttori edili (Ance) con una guida fiscale dedicata all’argomento. L’Ance ha anche precisato che il bonus si applica in modo retroattivo per includere tutte le compravendite concluse nel 2017, anche quelle effettuate all’inizio dell’anno, quando la legge non era stata ancora approvata. Acquisto di case in classe energetica A e B Partiamo dall’inizio. In base alla Legge “Milleproroghe” (Legge 19/2017), l’acquisto di case, nuove o ristrutturate, in classe energetica A o B, direttamente dalle imprese di costruzione, per tutto il 2017 continuerà ad essere incentivato con una detrazione Irpef pari al 50% dell’Iva pagata. Acquisto di eco-case, bonus valido per le pertinenze in caso di acquisto congiunto dell’abitazione ad alta efficienza energetica e delle sue pertinenze (ad esempio cantina o garage), la detrazione del 50% dell’Iva va calcolata sull’intero acquisto, quindi non solo sul prezzo pagato per l’abitazione, ma su quello complessivo, comprendente sia l’unità abitativa sia la pertinenza. L’acquisto della pertinenza deve però avvenire contestualmente a quello dell’abitazione in classe energetica A o B. Il vincolo pertinenziale deve inoltre emergere chiaramente dal rogito. Acquisto di case ad alta efficienza energetica, bonus retroattivo La Legge “Milleproroghe” è entrata in vigore il 1° marzo 2017. L’Ance ha però spiegato che il bonus per l’acquisto di case ad alta efficienza energetica si applica in modo retroattivo, quindi anche alle compravendite avvenute a gennaio e febbraio. Questo perché il Milleproroghe ha esteso la durata di un incentivo già esistente, che era però scaduto il 31 dicembre 2016. Senza un’applicazione retroattiva si sarebbe quindi creato un buco normativo di due mesi. Riporto l’articolo di edilportale del 13.03.2017 di Paola Mammarella se volete approfondire clicca nel link qui sotto:...

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NUOVE PROFESSIONI……. L’HOME STAGING

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NUOVE PROFESSIONI…….  L’HOME STAGING

Riporto integralmente l’articolo di Carlotta Garancini   Professione Home staging: cos’è? Rendere attraente una casa prima della vendita: è questo che fanno gli home stager, una professione ancora poco conosciuta in Italia, ma con grandi potenzialità. Possono farla architetti e arredatori, ma non solo: ci spiegano tutto dall’Associazione Staged Homes. Si chiama home staging ed è l’arte di preparare una casa, rendendola il più attraente possibile, in vista di una vendita. Negli Stati Uniti esiste dagli anni ’80, in Italia è arrivata nel 2008 ma, ad oggi, è ancora poco conosciuta. Tra i maggiori promotori di questa professione nel nostro Paese c’è Amy Lentini, esperta nel campo immobiliare internazionale, che sei anni fa ha fondato Staged Homes, Associazione Italiana Home Stager, raggruppando operatori su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di dar vita a uno spirito di categoria e diffondere questo tipo di attività. “Lavoro con l’associazione dal 2010 – ci racconta Lisa Petersen, architetto d’interni e responsabile per l’associazione dei progetti in-house – Quando ho iniziato eravamo una decina, oggi contiamo circa 230 soci, segno che questo lavoro sta conquistando sempre più persone e mercato”.     Nascita e risvolti della professione – L’home staging nasce nell’ambito degli immobiliari in vendita: il servizio viene offerto al proprietario che deve vendere con l’obiettivo di migliorare l’aspetto della casa e di renderla attraente per il compratore (che spesso non riesce a immaginare come potrebbe essere trasformato un ambiente), ma di farlo ovviamente con un investimento contenuto, magari con mobili di cartone, arredi di riuso o a noleggio, materiali riciclati. “È sempre un po’ difficile convincere un venditore a investire su un immobile che venderà perché in Italia non c’è ancora questa mentalità – spiega Lisa – ma per la professione negli ultimi tempi si sono aperti nuovi canali di attività. Uno è quello degli affitti perché solitamente gli affittuari vogliono trovare una casa pronta; l’altro è quello della micro ricettività: se gli alberghi stanno subendo un deficit di affari, non è così per case vacanza e B&B, in continua esplosione”. La tariffa oraria di un home stager varia dai 30 ai 50 euro circa, il costo di una sistemazione tende invece a non superare l’1% del valore di una casa: “Abbiamo un accordo con Credipass a cui i proprietari possono rivolgersi chiedendo un prestito fino a 10.000 euro in cui rientreranno dopo aver venduto la casa”. Come diventare un home stager – “Certo architetti e arredatori sono avvantaggiati nello svolgere questa professione, ma chiunque può fare questo lavoro. Con la nostra associazione si segue un corso di cinque giorni dove si apprendono le tecniche di home staging, le modalità per stendere un rapporto su una casa e per fare preventivi e fotografie, le strategie per lanciare l’attività e infine la pratica in cantiere. Per l’anno successivo al corso, i frequentati sono automaticamente degli associati e vengono assistiti dai soci più esperti. Hanno inoltre accesso alle nostre convenzioni con gli agenti immobiliari o con i fornitori di mobili o ancora possono usufruire di una consulenza”. L’associazione vanta professionisti in tutta Italia (eccetto in Calabria) e nel 2013, solo a Roma, ha lavorato a una trentina di progetti. Quali sono le qualità di un bravo home stager? “Dev’essere creativo nell’approccio a una casa, deve saper organizzarsi in quanto è lui che gestisce...

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Note di progettazione – Gestione degli impianti tecnici dell’edificio (TBM)

Posted by on 12:04 in Blog | 0 comments

Note di progettazione – Gestione degli impianti tecnici dell’edificio (TBM)

Riporto integralmente l’articolo di Alessandro Bernini CEO – Resp. R&D  – Net Building Automation – Domotica ed economia tecnologica dell’edificio. Vero risparmio o effimera illusione?  Fatemi sapere cosa ne pensate…  “Uno degli aspetti largamente trascurato quando si parla di risparmio energetico è quello che riguarda la corretta implementazione degli impianti,  un immobile di nuova generazione non può più permettersi impianti sconnessi tra loro, per quanto sia valido un prodotto se non correttamente gestito sarà sempre soggetto a problematiche di varia tipologia, errori nella taratura, che come conseguenza portano consumi diversi da quelli previsti in fase di progetto, mancanza di ottimizzazione, delle tarature, degli orari ecc.. mancanza di controllo del normale funzionamento (con crescente preoccupazione per l’utente finale) mancanza di diagnostica online che porta alla mancata segnalazione dei guasti non necessariamente un buon prodotto ottiene automaticamente quanto desiderato in termini di risparmio se questo non è correttamente tarato, ottimizzato e mantenuto tale, parte dell’ottimizzazione sta proprio nell’integrazione col resto dei sistemi presenti nell’impianto. Uno dei maggiori problemi degli impianti automatizzati infatti sta proprio nel fatto che manchi una reale ottimizzazione che ne garantisca la sua efficienza nel tempo, Il progettista, il tecnico edile, l’architetto dovrebbero ben conoscere anche queste funzionalità prima di ideare una qualsiasi attività legata al risparmio energetico in classe A, case con consumo quasi zero, case passive ecc.. In particolare diremo che: La Domotica espressa come termine assoluto non significa nulla, solo alcune ben precise attività previste nella norma EN15232 sono riconosciute come funzioni atte al conseguimento l’efficienza energetica e del conseguente risparmio energetico, In particolare un PC, un Touch a parete o un Tablet che non supporti un software TBM può fare arredamento ma è del tutto inutile ai fini dell’efficienza energetica. Improvvisare funzioni di efficienza senza però implementare quelle già previste dalla normativa al fine della certificazione energetica non è consigliato, in quanto gli unici parametri che il certificatore può elaborare sono appunto quelli dettati dalle 58 funzioni della norma. In particolare se la Domotica riguarda solo parte degli impianti e non l’insieme dei vari sistemi che devono collaborare all’ottenimento dell’efficienza energetica il rischio è quello di ottenere impianti che nel tempo diventino più energivori di quelli classici. Le funzioni TBM – cosa prevede la norma al riguardo: Per impianti di classe A è previsto il controllo centralizzato ottimizzato (EN15232 – F56A) e recita cosi, il controllo dei parametri viene impostato da un tecnico specializzato secondo le esigenze dell’utilizzatore finale e ottimizzato in modo che automaticamente si adegui alle reali condizioni dell’impianto, è molto facile comprendere che un ottimizzazione del genere non la si può fare senza una discreta esperienza in termoregolazione, illuminotecnica e di trattamento dell’aria. nelle soluzioni di classe A è richiesta inoltre una diagnostica che permetta la rilevazione dei guasti, la diagnostica fornisce il livello di efficienza e i parametri di funzionamento dell’impianto nel tempo, dal punto di vista gestionale è importante che il TBM permetta di programmare la manutenzione in modo da garantire l’efficienza energetica e quindi il rispetto dei livelli di risparmio certificati in fase di collaudo Il software TBM dovrà quindi possedere il rilevamento dei guasti, la diagnostica di funzionamento dei vari dispositivi (sensori, attuatori, organi di comando ecc..) e offrire la possibilità di supporto tecnico (EN15232 – F57A). Lo spirito della norma e dell’efficienza energetica, l’ultima funzione prevista (EN15232 – F58A) raccoglie...

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SaloneSatellite 2014. Artigianalità e innovazione

Posted by on 17:55 in Blog | 0 comments

La 17esima edizione per il SaloneSatellite aperto gratuitamente al pubblico tutti i giorni dall’8 al 13 aprileper la prima volta nei padiglioni 13 e 15 di Fiera Milano, Rho. La vetrina dedicata ai giovani under 35, da sempre trampolino di lancio per i designer del futuro, godrà di una nuova ubicazione più funzionale e facilmente raggiungibile da Porta Sud e dal Centro Servizi. La vicinanza con EuroCucina, nei padiglioni 9 e 11, mira a creare una sinergia con FTK (TechnologyFor the Kitchen): le due proposte espositive fanno, infatti, il punto su creatività e tecnologia del futuroall’insegna dell’innovazione. A seguito del grande successo dello scorso anno tornano le botteghe artigiane: maestri del tessuto, della ceramica, della pelle e della stampa 3-D (artigianato digitale) mostreranno cosa sta dietro un oggetto favorendo il contatto diretto con chi progetta, produce e costruisce per dimostrare come sia possibile integrare tradizione e produzione industriale. 650 i giovani, di cui quasi la metà partecipano per la seconda o terza volta, saranno presenti alSaloneSatellite 2014 dopo una rigorosa selezione a cura di un prestigioso Comitato tra cui spiccano:Giovanni Anzani, Varenna (EuroCucina); Arturo Dell’Acqua Bellavitis, Presidente Museo del Design, Triennale di Milano; Ana Dominguez, Giornalista Abc – Diseño Interior (Spagna); Francesco Faccin, Designer (SaloneSatellite 2007 e 2010); Daniela Fantini, Fratelli Fantini (Salone Internazionale del Bagno); Lia Ferrari, Giornalista di Io Donna (Italia); Beppe Finessi, Critico di Design; Gilles Massé, Responsabile della Divisione Casa e Design, La Rinascente; Roberto Palomba, Architetto; Marcello Pepori, Lema (Salone Internazionale del Mobile); Valentina Raggi, Giornalista di Grazia Casa (Italia). I partecipanti presenteranno al pubblico i loro prototipi e prenderanno parte alla quinta edizione delSaloneSatellite Award con progetti attinenti a EuroCucina e al Salone Internazionale del Bagno, in modo da incoraggiare i contatti con le aziende espositrici del Salone del Mobile. I 3 migliori progettiper ciascuno dei settori rappresentati verranno premiati con un gettone di presenza da una Giuriainternazionale composta da personalità di rilievo nel campo del design, progettazione e produzione. Inoltre, la diffusione dei prodotti vincitori verrà sostenuta da un servizio di consulenza gratuita e da un ufficio stampa offerto e dedicato. Si rinnova anche la collaborazione con la Rinascente che metterà in vendita una selezione di prodottidisegnati dai giovani del SaloneSatellite. Al Design Supermarket di Piazza Duomo, a Milano da settembre a dicembre 2014. SaloneSatellite, Padiglioni 13 e 15 Salone del Mobile.Milano Fiera Milano, Rho 8 / 13 aprile 2014 Apertura gratuita al pubblico: tutti i giorni...

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Contratti senza APE, restano valide le multe fino a 18 mila euro

Posted by on 00:19 in Blog | 0 comments

Contratti senza APE, restano valide le multe fino a 18 mila euro

Contratti senza APE, restano valide le multe fino a 18 mila euro Il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri chiarisce che non si può applicare la nullità differita introdotta con la Legge di StabilitàLa mancanza dell’APE, Attestato di prestazione energetica, nei contratti di compravendita e affitto è punita con una multa da 3 mila a 18 mila euro, mentre non è valida la “nullità differita” introdotta con la Legge di Stabilità. Il chiarimento è arrivato dal Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri. La mancanza dell’APE, Attestato di prestazione energetica, nei contratti di compravendita e affitto è punita con una multa da 3 mila a 18 mila euro, mentre non è valida la “nullità differita” introdotta con la Legge di Stabilità. Il chiarimento è arrivato dal Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri.Ai contratti di compravendita immobiliare, agli atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso o ai nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari soggetti a registrazione deve essere allegato l’APE, come previsto dal DL Destinazione Italia 145/2013.  In mancanza dell’APE, le parti sono soggette al pagamento, in solido e in parti uguali, di una multa che può variare dai 3 mila ai 18 mila euro. Nelle locazioni di singole unità immobiliari, invece, la multa oscilla tra i mille e i 4 mila euro. Se il contratto ha una durata fino a tre anni, la sanzione è ridotta della metà. I dubbi sorti nei giorni scorsi Il veloce susseguirsi di norme registrato nelle ultime settimane ha creato qualche incertezza, tanto da rendere necessario un chiarimento ufficiale. Secondo gli addetti ai lavori, analizzando la Legge di Stabilità 2014 si poteva dedurre che i contratti sprovvisti dell’APE dovevano essere considerati nulli. La nullità non sarebbe però stata immediata, ma “differita”, perchè avrebbe operato solo dall’entrata in vigore del decreto di adeguamento delle linee guida sulla certificazione energetica degli edifici. Sull’argomento è stata quindi interpellata, in una interrogazione alla Camera, il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. Le spiegazioni del Ministro Cancellieri Il Ministro Cancellieri ha ripercorso tutta la normativa sulla prestazione energetica degli edifici, ricordando che l’APE, cioè l’attestato che indica la prestazione energetica dell’immobile, è previsto dall’articolo 6 del Decreto Legislativo 192/2005. Il DL 63/2013, convertito nella Legge 90/2013, con cui è stata recepita la nuova Direttiva 2010/31/Ue sul rendimento energetico in edilizia, ha introdotto nell’articolo 6 il comma 3-bis con cui è stata stabilita la nullità dei contratti conclusi in mancanza dell’APE (Leggi Tutto). Successivamente, il DL Destinazione Italia ha sostituito i commi 3 e 3 bis con un nuovo comma 3 in base al quale l’assenza dell’APE viene punita con una multa da 3 mila a 18 mila euro, ma non implica più la nullità del contratto. Le incertezze sono iniziate dopo l’approvazione della Legge di Stabilità per il 2014, in cui si legge che la norma contenuta nell’articolo 3 bis, cioè la nullità dei contratti in mancanza dell’APE, si applica a partire dall’entrata in vigore del decreto con cui il Ministero dello Sviluppo adeguerà ilDM 26 giugno 2009 contenente le linee guida per la certificazione energetica degli edifici. Come ribadito dal Ministro Cancellieri, la Legge di stabilità è quindi intervenuta su una norma non più in vigore, perché sostituita dal Decreto Destinazione Italia. Oltre a queste spiegazioni di ordine tecnico, il Ministro ha affermato che, dopo un confronto col Ministro dello Sviluppo Economico, la nullità dei contratti stipulati senza l’APE è stata ritenuta eccessiva...

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Batimat, Interclima+Elec e Ideo Bain

Posted by on 13:17 in Blog, news | 0 comments

Batimat, Interclima+Elec e Ideo Bain

Batimat, Interclima+Elec e Ideo Bain Parigi, 4-8 Novembre 10.00 – 18.00 Dal 4 all’8 novembre 2013, i tre saloni leader dell’edilizia, Batimat, Interclima+Elec e Ideo Bain si riuniscono nell’ambito del Quartiere delle Esposizioni di Paris Nord Villepinte, per creare un evento unico al mondo per dimensione e completezza nell’universo dell’edilizia e dell’architettura. Fonte: http://www.archinfo.it/servizi/1,1641,53_EVT_12377_11x2013,00.html

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Quanto mi costa l’architetto?

Posted by on 11:11 in Blog, news | 0 comments

Quanto mi costa l’architetto?

La domanda che frequentemente si pone chi deve costruire o ristrutturare casa è: quanto mi costa l’architetto? Con le recenti disposizioni sulle professioni sono state abrogate le tariffe relative ai compensi degli architetti. Il compenso per le prestazioni professionali sarà pattuito tra cliente e architetto sulla base di parametri che gli stessi concordano liberamente, dovendo il professionista rendere noto al cliente la complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico. La misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. Il tutto sarà formalizzato con un disciplinare d’incarico, ovvero il contratto tra l’architetto e il cliente che contiene l’elenco delle prestazioni (progettazione, direzione dei lavori, ecc.) e le condizioni che regolano l’incarico, stabilisce il compenso per le prestazioni e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale. Il disciplinare d’incarico è obbligatorio e l’inottemperanza di quanto sopra esposto costituisce illecito disciplinare del professionista. Parcella architetto Costo progetto esecutivo: si aggira indicativamente sul 2% dell’importo dei lavori; è utile se si ha l’esigenza di un progetto dettagliato da fornire all’impresa comprensivo di ogni informazione. Costo direzione lavori: si aggira indicativamente sul 4% dell’importo dei lavori ed è necessaria per la realizzazione dell’opera. Il compenso dell’architetto calcolato con le percentuali indicate (ripetiamo non più in vigore) andrà maggiorato del 25% nel caso l’incarico sia parziale come ad esempio solo progettazione o solo onorario architetto per direzione dei lavori. L’onorario dell’architetto così descritto identifica il costo progetto architetto sia che si tratti di interventi di nuova costruzione che come costo architetto ristrutturazione. Per praticità, in internet si trovano ancora tabelle indicative di tariffario e sono consultabili da chiunque. Volendo fornire degli ordini di grandezza, sulla base delle vecchie tariffazioni bisogna innanzitutto considerare quali sono le prestazioni richieste. Il costo progetto architetto indicativamente si aggira sul 4% dell’importo lordo dei lavori calcolato in base ad una stima sommaria da parte del progettista. Il progetto comprenderà: – progetto di massima – progetto per l’ottenimento delle autorizzazioni comunali Richiedi senza impegno un preventivo di spesa...

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