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Benefici per l’acquisto/costruzione di abitazioni destinate alla locazione

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Benefici per l’acquisto/costruzione di abitazioni destinate alla locazione

L’art. 21, D.L. n. 133/2014 (Decreto “Sblocca Italia”) prevede, per gli acquisti di unità immobiliari, effettuati dall’1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, da parte di persone fisiche non esercenti attività commerciali (privati), la possibilità di usufruire di una specifica deduzione (20% del prezzo di acquisto – limite massimo 300.000 euro – 8 quote annuali) dal reddito complessivo.

In particolare, l’agevolazione spetta con riferimento alle spese:
• di acquisto di unità immobiliari di nuova costruzione o oggetto di ristrutturazione ex art. 3, comma 1, lett. d), D.P.R. n. 380/2001, cedute dalla stessa impresa costruttrice/ristrutturatrice e da cooperative edilizie o da quelle che hanno effettuato il predetto intervento;
• per prestazioni di servizi, dipendenti da un contratto d’appalto per la costruzione di unità immobiliari su aree edificabili possedute prima dell’inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori.
Per fruire dell’agevolazione è necessario che l’unità immobiliare sia destinata entro 6 mesi dall’acquisto/ultimazione dei lavori alla locazione per almeno 8 anni e sempreché tale periodo abbia carattere continuativo.

 

Riporto l’articolo postato in data 25/09/2014 sul sito di DALL’IGNA IMMOBILIARE  

http://www.dallignaimmobiliare.com/blog/news/

(che vi consiglio di consultare saltuariamente non solo per la serietà ma anche per le ottime indicazioni riguardanti l’acquisto o vendita o comunque consulenza immobiliare).

Dall’Agenzia Entrate le Guide per comprare, vendere o affittare casa.

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Dall’Agenzia Entrate le Guide per comprare, vendere o affittare casa.

Dall’Agenzia Entrate le Guide per comprare, vendere o affittare casa
Pubblicati i nuovi vademecum che spiegano a venditori, acquirenti, locatori e inquilini tutti gli adempimenti, le imposte e le agevolazioni. Ispezione ipotecaria, compromesso, imposte e detrazioni. Sono tanti gli adempimenti e le cose da sapere quando si acquista o si vende una casa. E lo stesso vale per gli affitti.

Per aiutare i cittadini, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato due nuove Guide fiscali, dedicate rispettivamente all’acquisto e vendita della casa e alla locazione a uso abitativo fra privati.
La Guida ‘Fisco e casa: acquisto e vendita’ assiste il contribuente nei passaggi chiave che conducono all’acquisto o alla vendita di un’abitazione. Si parte dall’ispezione ipotecaria, un controllo nei Registri immobiliari per verificare il legittimo proprietario e la presenza o meno di ipoteche o pendenze.
Sgombrato il campo da dubbi, si passa al contratto preliminare o ‘compromesso’, un accordo con cui le parti si obbligano reciprocamente a stipulare un successivo contratto definitivo di compravendita, e che mette al sicuro il compratore qualora il venditore cedesse l’immobile ad altre persone, o iscrivesse ipoteche.
Segue una disamina delle imposte da versare: Iva, imposte di registro, ipotecaria e catastale, che variano in relazione al venditore (privato o impresa). Se l’acquisto riguarda la prima casa (non di lusso), sono previste agevolazioni, variabili a seconda della tipologia di venditore, privato o impresa (esente da Iva o meno).
L’ultima parte della Guida riguarda gli adempimenti del neo-proprietario: trascrizione dell’atto nei Registri Immobiliari e voltura nella banca dati catastale; e ricorda che i compensi pagati all’agenzia immobiliare per l’acquisto della prima casa sono detraibili al 19%. Lo stesso vale per gli interessi passivi del mutuo ipotecario.
Inoltre, l’immobile acquistato produce un reddito, che è dato dalla rendita catastale rivalutata o dal canone d’affitto, che va dichiarato dal nuovo proprietario nel modello 730 o in Unico. Infine, nel caso in cui si decidesse di vendere la casa, l’eventuale plusvalenza va dichiarata tra i ‘redditi diversi’ e tassata con le normali aliquote Irpef; in alternativa, il venditore può optare per un’imposta sostitutiva di quella del reddito pari al 20%.

Il vademecum illustra anche il nuovo bonus fiscale – introdotto dal decreto Sblocca Italia – per chi acquista case nuove o ristrutturate, in classe energetica A o B, e le affitta a canone concordato per almeno 8 anni. Il bonus consiste in una deduzione dall’Irpef del 20% del prezzo di acquisto o delle spese di realizzazione, fino ad un massimo di spesa di 300mila euro, da ripartire in otto rate annuali (leggi tutto).

La Guida ‘Fisco e casa: le locazioni’ è un vademecum per i contratti di locazione a uso abitativo fra privati, dalla registrazione del contratto fino alle detrazioni per gli inquilini, e fornisce tutte le informazioni per registrare un contratto di affitto o rimediare a eventuali errori.
Viene spiegato come effettuare la registrazione telematica o in ufficio dei contratti di locazione e sono elencati tutti i codici tributo da utilizzare per pagare le imposte di registro, di bollo, sanzioni e interessi, nel caso in cui non si opti per la cedolare secca.
Un capitolo specifico della Guida è dedicato alla registrazione con l’opzione della cedolare secca, che permette di non pagare l’imposta di registro e l’imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe (leggi tutto).
La procedura è incentrata sul software RLI, con il quale i contribuenti possono registrare online i contratti di locazione e affitto di immobili, pagare i tributi, comunicare proroghe, cessioni o risoluzioni, esercitare l’opzione e la revoca della cedolare secca (leggi tutto).
La Guida fornisce inoltre chiarimenti sulle detrazioni legate al canone di locazione: dagli studenti universitari fuori sede ai dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro, dai giovani fra i 20 e i 30 anni agli inquilini a basso reddito, fino alla detrazione per i titolari di contratti di locazione di alloggi sociali, beneficio introdotto dal Piano Casa del Governo Renzi e valido nel triennio 2014-2016 per i percettori di un reddito fino 30.987,41 euro.
L’ultima parte del vademecum è dedicata agli errori o dimenticanze (omessa registrazione del contratto di locazione, parziale occultamento del corrispettivo, omesso o tardivo versamento dell’imposta di registro) per i quali è prevista una sanzione amministrativa. È illustrato, infine, lo strumento del ravvedimento.
Una terza Guida di recente pubblicazione è ‘Fisco e casa: successioni e donazioni’, che spiega le procedure per dichiarare, calcolare e versare le imposte relative agli immobili ricevuti in seguito a una successione o una donazione e illustra, in particolare, le agevolazioni previste per la prima casa e i limiti al di sotto dei quali l’imposta non è dovuta.

Riporto l’articolo postato in data 24/09/2014 sul sito www.edilportale.com

Bonus ristrutturazioni: è stata pubblicata la Guida aggiornata con Recepite le novità del decreto Sblocca Italia sugli interventi di frazionamento e accorpamento

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Bonus ristrutturazioni: è stata pubblicata la Guida aggiornata con Recepite le novità del decreto Sblocca Italia sugli interventi di frazionamento e accorpamento

Bonus ristrutturazioni: è stata pubblicata la Guida aggiornata con Recepite le novità del decreto Sblocca Italia sugli interventi di frazionamento e accorpamento.

L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato la sua Guida alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie.

La nuova Guida fiscale si è resa necessaria dopo la pubblicazione del Decreto Sblocca Italia (DL 133/2014) – in vigore dal 13 settembre 2014 e attualmente in fase di conversione in legge – che ha modificato la definizione di manutenzione straordinaria.
In particolare, sono stati ha inseriti nella categoria “manutenzione straordinaria” anche gli interventi di frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico, a condizione che non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.
Gli interventi inseriti dallo Sblocca Italia si aggiungono a quelli già considerati “manutenzione straordinaria”, cioè le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso.
Ricordiamo che la detrazione fiscale fino al 31 dicembre 2014 avrà l’aliquota al 50% con un tetto di spesa pari a 96 mila euro. Nel 2015 la detrazione fiscale calerà al 40%, ma il tetto di spesa continuerà ad essere 96 mila euro. A partire dal 2016, il bonus tornerà all’aliquota ordinaria del 36% e il tetto di spesa scenderà a 48 mila euro.

Riporto l’articolo postato in data 23/09/2014 sul sito www.edilportale.com

Sblocca Italia le novità per le abitazioni domestiche

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Sblocca Italia le novità per le abitazioni domestiche

Ecco in sei punti le novità principali del documento; ancora al vaglio del consiglio dei ministri, per quello che riguarda l’edilizia domestica.

 

Decreto ricco di novità e proposte, ma le coperture? Questo è il pensiero di molti rispetto al Decreto Sblocca Italia, che, oltre alla riforma della giustizia, contiene un vero e proprio pacchetto casa con bonus e sgravi fiscali. Mercoledì dovrebbe arrivare l’ok definitivo a quelle che per ora sono solo proposte al vaglio del MEF, del Ministero delle Infrastrutture e dei tecnici di Palazzo Chigi.

Gli articoli sull’edilizia domestica sono ben 13. Quali sono le novità principali? Eccole riassunte in punti:

Regolamento edilizio unico per tutti gli 8.000 Comuni italiani;
Autorizzazioni addio, arriva lo Scia.

Sembra una parola strana, ma sta ad indicare la “Segnalazione certificata di inizio attività”, quella che il cittadino dovrà presentare al proprio Comune, al posto dell’autorizzazione.

Saranno consentiti frazionamenti e accorpamenti di unità abitative, ad eccezione di opere che comportano aumento di volumi (esempio: creazione di vani ex novo). Per i Comuni scompare il contributo, ma compenseranno facilmente tra Tasi, IMU e Tari;

Affitto a canone concordato. Comprare un immobile nuovo o ristrutturato in classe energetica A o B e affittarlo a canone concordato (tranne a parenti di primo grado) potrebbe rivelarsi un affare per onlus, coop edilizie o privati, poiché scatterebbe una deduzione IRPEF del 20% sul prezzo totale, spalmato in 8 anni (un risparmio di circa 7.500 euro all’anno);

Bonus su tre fronti:
– adeguamento sismico: detrazione tra il 50% ed il 65% della spesa, fino a 60.000 euro, dal 1 gennaio 2015;
– risparmio energetico: bonus del 50%, detrazione massima fino a 96.000. E’ in fase di decisione la possibilità di cumulare i due bonus;
– ristrutturazioni: il bonus terminerà alla fine del 2014 e ci sarà il passaggio dello sgravio dal 50% al 40%;
Esonero Tari per “comunità di cittadini, associazioni no proft e rappresentanze economiche” autori di un progetto di riqualificazione relativo alla “pulizia della stessa area, nella manutenzione e nell’abbellimento di aree verdi, piazze e strade anche mediante la collocazione di arredo urbano o la realizzazione di eventi”;
Rottamazione, parola molto cara al Premier Renzi. I proprietari che rottamano un immobile a bassa prestazione energetica potrà godere di uno sconto sull’imposta ipotecaria, di registro e catastale (quota fissa).

 

Dal sito di forex.  www.forexinfo.it/Decreto-Sblocca-Italia-le-novita

 

Incentivi alla rottamazione e alla permuta di case energivore

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Incentivi alla rottamazione e alla permuta di case energivore

Riporto l’articolo di Rossella Calabrese su EDILPORTALE:

 

In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Sblocca Italia, che chiarirà definitivamente quali sono le misure approvate dal Governo e quali quelle rinviate o bocciate, proseguiamo con l’analisi della versione del decreto entrata in Consiglio dei Ministri.

In tema di rilancio dell’edilizia, oltre alle misure di semplificazione per le ristrutturazioni volute dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, la bozza di decreto contiene altre norme volte a rivitalizzare il mercato degli affitti e a semplificare le procedure edilizie riducendo gli oneri per cittadini e imprese.

A livello fiscale, una proposta interessante è la rottamazione e permuta di immobili a bassa prestazione energetica. Chi vende abitazioni (non di lusso) energivore a società che le ristrutturino facendole diventare più virtuose (classe energetica A o B), pagherà imposta di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa. Lo stesso beneficio vale in caso di permuta di case non di lusso per l’acquisto da imprese di costruzione di fabbricati nuovi o ristrutturati.

A chi acquista gli immobili oggetto dell’agevolazione per la rottamazione, spetta una detrazione Irpef del 50% delle spese sostenute per l’acquisto, fino ad un massimo di 150.000 euro, da ripartire in dieci anni. Se l’acquisto riguarda un immobile facente parte di nuova costruzione di classe energetica A, risultante dalla demolizione di un fabbricato preesistente, la detrazione sale al 65%, fino ad un tetto di spesa di 200.000 euro.

La bozza di decreto propone anche un bonus per chi acquista case nuove o ristrutturate e le affitta a canone concordato per almeno 8 anni: per l’acquisto effettuato dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, è riconosciuta all’acquirente, persona fisica non esercente attività commerciale, cooperativa edilizia o soggetto privato del terzo settore, una deduzione dall’Irpef del 20% del prezzo di acquisto fino ad un massimo di 300mila euro, da ripartire in otto rate annuali. Su questa misura il Governo è ancora a caccia delle coperture finanziarie.

In tema di procedure edilizie ed urbanistiche, lo Sblocca Italia prevede una serie di modifiche al Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001).

Viene introdotto il concetto di “mutamento d’uso urbanisticamente rilevante” ovvero un cambio dell’utilizzo dell’immobile rispetto a quello originario, senza opere edilizie, tale da comportare l’assegnazione dell’immobile ad una diversa categoria funzionale tra le seguenti: residenziale e turistico-ricettiva; produttiva e direzionale; commerciale; rurale. Lo Sblocca Italia prevede che il mutamento della destinazione d’uso all’interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito.

Altra novità è il “permesso di costruire convenzionato”, il cui rilascio è possibile qualora le esigenze di urbanizzazione possano essere soddisfatte, sotto il controllo del Comune, con una modalità semplificata. La convenzione dovrà specificare gli obblighi del soggetto attuatore, cioè: la cessione di aree con l’utilizzo di diritti edificatori, la realizzazione di opere di urbanizzazione, le caratteristiche morfologiche degli interventi, la realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale. L’attuazione degli interventi previsti nelle convenzioni può avvenire per stralci funzionali e per fasi e tempi distinti.

Inoltre, nel calcolo degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e del costo di costruzione, il decreto propone di differenziare gli interventi al fine di incentivare, in particolare nelle aree a maggiore densità del costruito, quelli di ristrutturazione edilizia anziché quelli di nuova costruzione.

Il nuovo articolo “Interventi di conservazione” prevede che lo strumento urbanistico individui gli edifici esistenti non più compatibili con gli indirizzi della pianificazione. Per essi il Comune può favorire, in alternativa all’esproprio, la riqualificazione delle aree attraverso forme di compensazione. Nelle more dell’attuazione del piano, il proprietario può eseguire tutti gli interventi conservativi dell’edificio.

La bozza propone anche la possibilità di un permesso di costruire in deroga alle destinazioni d’uso per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica, attuati in aree industriali dismesse, dichiarati di interesse pubblico.

Per gli interventi di trasformazione urbana complessi, lo Sblocca Italia propone di calcolare il contributo per il rilascio del permesso di costruire solo in base al costo di costruzione. Le opere di urbanizzazione, invece, sarebbero direttamente messe in carico all’operatore privato che ne resterebbe proprietario.

NUOVE PROFESSIONI……. L’HOME STAGING

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NUOVE PROFESSIONI…….  L’HOME STAGING

Riporto integralmente l’articolo di Carlotta Garancini

 

Professione Home staging: cos’è? Rendere attraente una casa prima della vendita: è questo che fanno gli home stager, una professione ancora poco conosciuta in Italia, ma con grandi potenzialità.

Possono farla architetti e arredatori, ma non solo: ci spiegano tutto dall’Associazione Staged Homes.

Si chiama home staging ed è l’arte di preparare una casa, rendendola il più attraente possibile, in vista di una vendita.

Negli Stati Uniti esiste dagli anni ’80, in Italia è arrivata nel 2008 ma, ad oggi, è ancora poco conosciuta. Tra i maggiori promotori di questa professione nel nostro Paese c’è Amy Lentini, esperta nel campo immobiliare internazionale, che sei anni fa ha fondato Staged Homes, Associazione Italiana Home Stager, raggruppando operatori su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di dar vita a uno spirito di categoria e diffondere questo tipo di attività. “Lavoro con l’associazione dal 2010 – ci racconta Lisa Petersen, architetto d’interni e responsabile per l’associazione dei progetti in-house – Quando ho iniziato eravamo una decina, oggi contiamo circa 230 soci, segno che questo lavoro sta conquistando sempre più persone e mercato”.

 

SALE

 

Nascita e risvolti della professione – L’home staging nasce nell’ambito degli immobiliari in vendita: il servizio viene offerto al proprietario che deve vendere con l’obiettivo di migliorare l’aspetto della casa e di renderla attraente per il compratore (che spesso non riesce a immaginare come potrebbe essere trasformato un ambiente), ma di farlo ovviamente con un investimento contenuto, magari con mobili di cartone, arredi di riuso o a noleggio, materiali riciclati. “È sempre un po’ difficile convincere un venditore a investire su un immobile che venderà perché in Italia non c’è ancora questa mentalità – spiega Lisa – ma per la professione negli ultimi tempi si sono aperti nuovi canali di attività. Uno è quello degli affitti perché solitamente gli affittuari vogliono trovare una casa pronta; l’altro è quello della micro ricettività: se gli alberghi stanno subendo un deficit di affari, non è così per case vacanza e B&B, in continua esplosione”. La tariffa oraria di un home stager varia dai 30 ai 50 euro circa, il costo di una sistemazione tende invece a non superare l’1% del valore di una casa: “Abbiamo un accordo con Credipass a cui i proprietari possono rivolgersi chiedendo un prestito fino a 10.000 euro in cui rientreranno dopo aver venduto la casa”.

Come diventare un home stager – “Certo architetti e arredatori sono avvantaggiati nello svolgere questa professione, ma chiunque può fare questo lavoro. Con la nostra associazione si segue un corso di cinque giorni dove si apprendono le tecniche di home staging, le modalità per stendere un rapporto su una casa e per fare preventivi e fotografie, le strategie per lanciare l’attività e infine la pratica in cantiere. Per l’anno successivo al corso, i frequentati sono automaticamente degli associati e vengono assistiti dai soci più esperti. Hanno inoltre accesso alle nostre convenzioni con gli agenti immobiliari o con i fornitori di mobili o ancora possono usufruire di una consulenza”.

L’associazione vanta professionisti in tutta Italia (eccetto in Calabria) e nel 2013, solo a Roma, ha lavorato a una trentina di progetti. Quali sono le qualità di un bravo home stager? “Dev’essere creativo nell’approccio a una casa, deve saper organizzarsi in quanto è lui che gestisce tutto, dall’annuncio all’imbianchino, e infine deve avere spirito di collaborazione perché se si fa squadra si riescono a portare a termine lavori in meno tempo e con più qualità”.

(su Mestieri e professioni – http://www.kongnews.it/mestieri-e-professioni/professione-home-staging-cose/ )

 

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Note di progettazione – Gestione degli impianti tecnici dell’edificio (TBM)

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Note di progettazione – Gestione degli impianti tecnici dell’edificio (TBM)

Riporto integralmente l’articolo di Alessandro Bernini CEO – Resp. R&D  – Net Building Automation –

Domotica ed economia tecnologica dell’edificio. Vero risparmio o effimera illusione?  Fatemi sapere cosa ne pensate… 

“Uno degli aspetti largamente trascurato quando si parla di risparmio energetico è quello che riguarda la corretta implementazione degli impianti, 
un immobile di nuova generazione non può più permettersi impianti sconnessi tra loro, per quanto sia valido un prodotto se non correttamente gestito sarà sempre soggetto a problematiche di varia tipologia,
errori nella taratura, che come conseguenza portano consumi diversi da quelli previsti in fase di progetto,
mancanza di ottimizzazione, delle tarature, degli orari ecc..
mancanza di controllo del normale funzionamento (con crescente preoccupazione per l’utente finale)
mancanza di diagnostica online che porta alla mancata segnalazione dei guasti
non necessariamente un buon prodotto ottiene automaticamente quanto desiderato in termini di risparmio se questo non è correttamente tarato, ottimizzato e mantenuto tale, parte dell’ottimizzazione sta proprio nell’integrazione col resto dei sistemi presenti nell’impianto.
Uno dei maggiori problemi degli impianti automatizzati infatti sta proprio nel fatto che manchi una reale ottimizzazione che ne garantisca la sua efficienza nel tempo, Il progettista, il tecnico edile, l’architetto dovrebbero ben conoscere anche queste funzionalità prima di ideare una qualsiasi attività legata al risparmio energetico in classe A, case con consumo quasi zero, case passive ecc..

In particolare diremo che:

La Domotica espressa come termine assoluto non significa nulla, solo alcune ben precise attività previste nella norma EN15232 sono riconosciute come funzioni atte al conseguimento l’efficienza energetica e del conseguente risparmio energetico,
In particolare un PC, un Touch a parete o un Tablet che non supporti un software TBM può fare arredamento ma è del tutto inutile ai fini dell’efficienza energetica.
Improvvisare funzioni di efficienza senza però implementare quelle già previste dalla normativa al fine della certificazione energetica non è consigliato, in quanto gli unici parametri che il certificatore può elaborare sono appunto quelli dettati dalle 58 funzioni della norma.
In particolare se la Domotica riguarda solo parte degli impianti e non l’insieme dei vari sistemi che devono collaborare all’ottenimento dell’efficienza energetica il rischio è quello di ottenere impianti che nel tempo diventino più energivori di quelli classici.
Le funzioni TBM – cosa prevede la norma al riguardo:
Per impianti di classe A è previsto il controllo centralizzato ottimizzato (EN15232 – F56A) e recita cosi, il controllo dei parametri viene impostato da un tecnico specializzato secondo le esigenze dell’utilizzatore finale e ottimizzato in modo che automaticamente si adegui alle reali condizioni dell’impianto, è molto facile comprendere che un ottimizzazione del genere non la si può fare senza una discreta esperienza in termoregolazione, illuminotecnica e di trattamento dell’aria.
nelle soluzioni di classe A è richiesta inoltre una diagnostica che permetta la rilevazione dei guasti, la diagnostica fornisce il livello di efficienza e i parametri di funzionamento dell’impianto nel tempo, dal punto di vista gestionale è importante che il TBM permetta di programmare la manutenzione in modo da garantire l’efficienza energetica e quindi il rispetto dei livelli di risparmio certificati in fase di collaudo
Il software TBM dovrà quindi possedere il rilevamento dei guasti, la diagnostica di funzionamento dei vari dispositivi (sensori, attuatori, organi di comando ecc..) e offrire la possibilità di supporto tecnico (EN15232 – F57A).

Lo spirito della norma e dell’efficienza energetica, l’ultima funzione prevista (EN15232 – F58A) raccoglie in se quello che dovrebbe essere lo spirito di chi opera in questo settore su tutti i livelli, ovvero garantire il miglior risultato di efficienza energetica al costo più adeguato, in un precedente articolo descrivo appunto che il risparmio inizia proprio dal costo della soluzione, spendere 20.000 € in più per poi risparmiare 800 € l’anno non è conveniente, servirebbero infatti 25 anni per andare pari con l’investimento, ma va considerato che nel lungo periodo vi saranno costi di manutenzione, guasti e che quindi questo risultato non è corretto, se al contrario per ottenere un risparmio di 800€/anno l’investimento è inferiore (ad esp: 5000-6000€ in 5-6 anni) , questa differenza di costi rende più realistico ottenere il risultato desiderato, cosi che dal 6-7 anno si inizi ad apprezzare l’investimento.

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Nota Bene: fate attenzione nel non confondere/includere le parti ludiche (IPad, Audio/Video ecc..) nel costo dell’impianto, queste componenti non vanno considerate nel costo degli impianti che realizzano l’efficienza energetica e vanno tenuti fuori dal conto, il nostro ragionamento si basa sulle sole componenti di regolazione e controllo che operano direttamente nell’impianto elettrico e termotecnico.

per svolgere correttamente la funzione TBM servono i rapporti sui consumi energetici
la possibilità di valutare costantemente lo stato dell’impianto nel suo insieme.
La possibilità di migliorarne l’efficienza e quindi aumentare i benefici per l’utente finale.
Cosa serve per fare questo, non voglio qui semplificare ciò che non è affatto semplice,
per svolgere al meglio queste attività servirebbe sicuramente:

che gli architetti si confrontino con i progettisti sul risultato che si vuole realmente ottenere,
che i progettisti elettrici si confrontino con quelli Termotecnici e non operino in modo scoordinato tra loro come spesso avviene,
che i progettisti (se non lo sono direttamente loro) si confrontino maggiormente col tecnico in automazione civile,
che il tecnico in automazione civile sia realmente esperto degli argomenti da trattare (e non improvvisato) e frequenti corsi di aggiornamento su i vari temi, cosi da scegliere le soluzioni più adeguate in termini di costo, versatilità, integrazione ecc..
che tutti i tecnici sopra nominati si confrontino col produttore esigendo le soluzioni previste dalla norma (ovvero l’integrazione tra prodotti) e non che si accontentino di quello che c’è in magazzino anche se questo non è perfettamente adeguato alle richieste odierne d’integrazione sia della norma che del mercato.
Che il produttore offra soluzioni e prodotti conformi alla norma in fatto di efficienza energetica, che vi ricordo richiede nel caso della classe A solo prodotti integrabili e Supervisionabili tramite i software TBM.

E principalmente che si capisse che un impianto in Classe A per essere realmente tale non si ferma alla vendita, ma che si deve anche prevedere la successiva manutenzione, taratura, e ottimizzazione nel tempo,
però ad oggi questo passaggio sembra ancora tutto da recepire!”

SaloneSatellite 2014. Artigianalità e innovazione

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La 17esima edizione per il SaloneSatellite aperto gratuitamente al pubblico tutti i giorni dall’8 al 13 aprileper la prima volta nei padiglioni 13 e 15 di Fiera Milano, Rho.

La vetrina dedicata ai giovani under 35, da sempre trampolino di lancio per i designer del futuro, godrà di una nuova ubicazione più funzionale e facilmente raggiungibile da Porta Sud e dal Centro Servizi. La vicinanza con EuroCucina, nei padiglioni 9 e 11, mira a creare una sinergia con FTK (TechnologyFor the Kitchen): le due proposte espositive fanno, infatti, il punto su creatività e tecnologia del futuroall’insegna dell’innovazione.

A seguito del grande successo dello scorso anno tornano le botteghe artigiane: maestri del tessuto, della ceramica, della pelle e della stampa 3-D (artigianato digitale) mostreranno cosa sta dietro un oggetto favorendo il contatto diretto con chi progetta, produce e costruisce per dimostrare come sia possibile integrare tradizione e produzione industriale.

650 i giovani, di cui quasi la metà partecipano per la seconda o terza volta, saranno presenti alSaloneSatellite 2014 dopo una rigorosa selezione a cura di un prestigioso Comitato tra cui spiccano:Giovanni Anzani, Varenna (EuroCucina); Arturo Dell’Acqua Bellavitis, Presidente Museo del Design, Triennale di Milano; Ana Dominguez, Giornalista Abc – Diseño Interior (Spagna); Francesco Faccin, Designer (SaloneSatellite 2007 e 2010); Daniela Fantini, Fratelli Fantini (Salone Internazionale del Bagno); Lia Ferrari, Giornalista di Io Donna (Italia); Beppe Finessi, Critico di Design; Gilles Massé, Responsabile della Divisione Casa e Design, La Rinascente; Roberto Palomba, Architetto; Marcello Pepori, Lema (Salone Internazionale del Mobile); Valentina Raggi, Giornalista di Grazia Casa (Italia).

partecipanti presenteranno al pubblico i loro prototipi e prenderanno parte alla quinta edizione delSaloneSatellite Award con progetti attinenti a EuroCucina e al Salone Internazionale del Bagno, in modo da incoraggiare i contatti con le aziende espositrici del Salone del Mobile. I 3 migliori progettiper ciascuno dei settori rappresentati verranno premiati con un gettone di presenza da una Giuriainternazionale composta da personalità di rilievo nel campo del design, progettazione e produzione. Inoltre, la diffusione dei prodotti vincitori verrà sostenuta da un servizio di consulenza gratuita e da un ufficio stampa offerto e dedicato.

Si rinnova anche la collaborazione con la Rinascente che metterà in vendita una selezione di prodottidisegnati dai giovani del SaloneSatellite. Al Design Supermarket di Piazza Duomo, a Milano da settembre a dicembre 2014.

salonesatellite

SaloneSatellite, Padiglioni 13 e 15
Salone del Mobile.Milano
Fiera Milano, Rho
8 / 13 aprile 2014
Apertura gratuita al pubblico: tutti i giorni

 

Contratti senza APE, restano valide le multe fino a 18 mila euro

Posted by on 00:19 in Blog | 0 comments

Contratti senza APE, restano valide le multe fino a 18 mila euro

Contratti senza APE, restano valide le multe fino a 18 mila euro Il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri chiarisce che non si può applicare la nullità differita introdotta con la Legge di StabilitàLa mancanza dell’APE, Attestato di prestazione energetica, nei contratti di compravendita e affitto è punita con una multa da 3 mila a 18 mila euro, mentre non è valida la “nullità differita” introdotta con la Legge di Stabilità. Il chiarimento è arrivato dal Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri.

La mancanza dell’APE, Attestato di prestazione energetica, nei contratti di compravendita e affitto è punita con una multa da 3 mila a 18 mila euro, mentre non è valida la “nullità differita” introdotta con la Legge di Stabilità. Il chiarimento è arrivato dal Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri.Ai contratti di compravendita immobiliare, agli atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso o ai nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari soggetti a registrazione deve essere allegato l’APE, come previsto dal DL Destinazione Italia 145/2013.  In mancanza dell’APE, le parti sono soggette al pagamento, in solido e in parti uguali, di una multa che può variare dai 3 mila ai 18 mila euro. Nelle locazioni di singole unità immobiliari, invece, la multa oscilla tra i mille e i 4 mila euro. Se il contratto ha una durata fino a tre anni, la sanzione è ridotta della metà.

I dubbi sorti nei giorni scorsi
Il veloce susseguirsi di norme registrato nelle ultime settimane ha creato qualche incertezza, tanto da rendere necessario un chiarimento ufficiale. Secondo gli addetti ai lavori, analizzando la Legge di Stabilità 2014 si poteva dedurre che i contratti sprovvisti dell’APE dovevano essere considerati nulli. La nullità non sarebbe però stata immediata, ma “differita”, perchè avrebbe operato solo dall’entrata in vigore del decreto di adeguamento delle linee guida sulla certificazione energetica degli edifici. Sull’argomento è stata quindi interpellata, in una interrogazione alla Camera, il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri.
Le spiegazioni del Ministro Cancellieri
Il Ministro Cancellieri ha ripercorso tutta la normativa sulla prestazione energetica degli edifici, ricordando che l’APE, cioè l’attestato che indica la prestazione energetica dell’immobile, è previsto dall’articolo 6 del Decreto Legislativo 192/2005.
Il DL 63/2013, convertito nella Legge 90/2013, con cui è stata recepita la nuova Direttiva 2010/31/Ue sul rendimento energetico in edilizia, ha introdotto nell’articolo 6 il comma 3-bis con cui è stata stabilita la nullità dei contratti conclusi in mancanza dell’APE (Leggi Tutto).
Successivamente, il DL Destinazione Italia ha sostituito i commi 3 e 3 bis con un nuovo comma 3 in base al quale l’assenza dell’APE viene punita con una multa da 3 mila a 18 mila euro, ma non implica più la nullità del contratto.
Le incertezze sono iniziate dopo l’approvazione della Legge di Stabilità per il 2014, in cui si legge che la norma contenuta nell’articolo 3 bis, cioè la nullità dei contratti in mancanza dell’APE, si applica a partire dall’entrata in vigore del decreto con cui il Ministero dello Sviluppo adeguerà ilDM 26 giugno 2009 contenente le linee guida per la certificazione energetica degli edifici.
Come ribadito dal Ministro Cancellieri, la Legge di stabilità è quindi intervenuta su una norma non più in vigore, perché sostituita dal Decreto Destinazione Italia.
Oltre a queste spiegazioni di ordine tecnico, il Ministro ha affermato che, dopo un confronto col Ministro dello Sviluppo Economico, la nullità dei contratti stipulati senza l’APE è stata ritenuta eccessiva e va quindi preferita una sanzione.
(fonte www.edilportale.com)

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