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Note di progettazione – Gestione degli impianti tecnici dell’edificio (TBM)

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Riporto integralmente l’articolo di Alessandro Bernini CEO – Resp. R&D  – Net Building Automation –

Domotica ed economia tecnologica dell’edificio. Vero risparmio o effimera illusione?  Fatemi sapere cosa ne pensate… 

“Uno degli aspetti largamente trascurato quando si parla di risparmio energetico è quello che riguarda la corretta implementazione degli impianti, 
un immobile di nuova generazione non può più permettersi impianti sconnessi tra loro, per quanto sia valido un prodotto se non correttamente gestito sarà sempre soggetto a problematiche di varia tipologia,
errori nella taratura, che come conseguenza portano consumi diversi da quelli previsti in fase di progetto,
mancanza di ottimizzazione, delle tarature, degli orari ecc..
mancanza di controllo del normale funzionamento (con crescente preoccupazione per l’utente finale)
mancanza di diagnostica online che porta alla mancata segnalazione dei guasti
non necessariamente un buon prodotto ottiene automaticamente quanto desiderato in termini di risparmio se questo non è correttamente tarato, ottimizzato e mantenuto tale, parte dell’ottimizzazione sta proprio nell’integrazione col resto dei sistemi presenti nell’impianto.
Uno dei maggiori problemi degli impianti automatizzati infatti sta proprio nel fatto che manchi una reale ottimizzazione che ne garantisca la sua efficienza nel tempo, Il progettista, il tecnico edile, l’architetto dovrebbero ben conoscere anche queste funzionalità prima di ideare una qualsiasi attività legata al risparmio energetico in classe A, case con consumo quasi zero, case passive ecc..

In particolare diremo che:

La Domotica espressa come termine assoluto non significa nulla, solo alcune ben precise attività previste nella norma EN15232 sono riconosciute come funzioni atte al conseguimento l’efficienza energetica e del conseguente risparmio energetico,
In particolare un PC, un Touch a parete o un Tablet che non supporti un software TBM può fare arredamento ma è del tutto inutile ai fini dell’efficienza energetica.
Improvvisare funzioni di efficienza senza però implementare quelle già previste dalla normativa al fine della certificazione energetica non è consigliato, in quanto gli unici parametri che il certificatore può elaborare sono appunto quelli dettati dalle 58 funzioni della norma.
In particolare se la Domotica riguarda solo parte degli impianti e non l’insieme dei vari sistemi che devono collaborare all’ottenimento dell’efficienza energetica il rischio è quello di ottenere impianti che nel tempo diventino più energivori di quelli classici.
Le funzioni TBM – cosa prevede la norma al riguardo:
Per impianti di classe A è previsto il controllo centralizzato ottimizzato (EN15232 – F56A) e recita cosi, il controllo dei parametri viene impostato da un tecnico specializzato secondo le esigenze dell’utilizzatore finale e ottimizzato in modo che automaticamente si adegui alle reali condizioni dell’impianto, è molto facile comprendere che un ottimizzazione del genere non la si può fare senza una discreta esperienza in termoregolazione, illuminotecnica e di trattamento dell’aria.
nelle soluzioni di classe A è richiesta inoltre una diagnostica che permetta la rilevazione dei guasti, la diagnostica fornisce il livello di efficienza e i parametri di funzionamento dell’impianto nel tempo, dal punto di vista gestionale è importante che il TBM permetta di programmare la manutenzione in modo da garantire l’efficienza energetica e quindi il rispetto dei livelli di risparmio certificati in fase di collaudo
Il software TBM dovrà quindi possedere il rilevamento dei guasti, la diagnostica di funzionamento dei vari dispositivi (sensori, attuatori, organi di comando ecc..) e offrire la possibilità di supporto tecnico (EN15232 – F57A).

Lo spirito della norma e dell’efficienza energetica, l’ultima funzione prevista (EN15232 – F58A) raccoglie in se quello che dovrebbe essere lo spirito di chi opera in questo settore su tutti i livelli, ovvero garantire il miglior risultato di efficienza energetica al costo più adeguato, in un precedente articolo descrivo appunto che il risparmio inizia proprio dal costo della soluzione, spendere 20.000 € in più per poi risparmiare 800 € l’anno non è conveniente, servirebbero infatti 25 anni per andare pari con l’investimento, ma va considerato che nel lungo periodo vi saranno costi di manutenzione, guasti e che quindi questo risultato non è corretto, se al contrario per ottenere un risparmio di 800€/anno l’investimento è inferiore (ad esp: 5000-6000€ in 5-6 anni) , questa differenza di costi rende più realistico ottenere il risultato desiderato, cosi che dal 6-7 anno si inizi ad apprezzare l’investimento.

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Nota Bene: fate attenzione nel non confondere/includere le parti ludiche (IPad, Audio/Video ecc..) nel costo dell’impianto, queste componenti non vanno considerate nel costo degli impianti che realizzano l’efficienza energetica e vanno tenuti fuori dal conto, il nostro ragionamento si basa sulle sole componenti di regolazione e controllo che operano direttamente nell’impianto elettrico e termotecnico.

per svolgere correttamente la funzione TBM servono i rapporti sui consumi energetici
la possibilità di valutare costantemente lo stato dell’impianto nel suo insieme.
La possibilità di migliorarne l’efficienza e quindi aumentare i benefici per l’utente finale.
Cosa serve per fare questo, non voglio qui semplificare ciò che non è affatto semplice,
per svolgere al meglio queste attività servirebbe sicuramente:

che gli architetti si confrontino con i progettisti sul risultato che si vuole realmente ottenere,
che i progettisti elettrici si confrontino con quelli Termotecnici e non operino in modo scoordinato tra loro come spesso avviene,
che i progettisti (se non lo sono direttamente loro) si confrontino maggiormente col tecnico in automazione civile,
che il tecnico in automazione civile sia realmente esperto degli argomenti da trattare (e non improvvisato) e frequenti corsi di aggiornamento su i vari temi, cosi da scegliere le soluzioni più adeguate in termini di costo, versatilità, integrazione ecc..
che tutti i tecnici sopra nominati si confrontino col produttore esigendo le soluzioni previste dalla norma (ovvero l’integrazione tra prodotti) e non che si accontentino di quello che c’è in magazzino anche se questo non è perfettamente adeguato alle richieste odierne d’integrazione sia della norma che del mercato.
Che il produttore offra soluzioni e prodotti conformi alla norma in fatto di efficienza energetica, che vi ricordo richiede nel caso della classe A solo prodotti integrabili e Supervisionabili tramite i software TBM.

E principalmente che si capisse che un impianto in Classe A per essere realmente tale non si ferma alla vendita, ma che si deve anche prevedere la successiva manutenzione, taratura, e ottimizzazione nel tempo,
però ad oggi questo passaggio sembra ancora tutto da recepire!”

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